mercoledì, 16 dicembre 2009

Implosione. Semplice e meravigliosa implosione. Questo desiderio che s’è fatto muscoli tesi. Mi cammina attaccato dalla mattina alla sera. Sfacciato e raggiante. Lui mi governa e io non posso negarlo. Un altro spillo conficcato nella pelle che non fa male. Che è bellezza pura. Come questa cosa che capisco fin dentro al suo centro più intimo. Questa cosa che continua a spingere e a gonfiarsi. Naturale, come naturalmente si gonfia il respiro. Appartenenza. Io ora so cos’è. Questa cosa, che al di la del nostro vivere sbagliato, vince/rimane fiera/ansima/si stanca/si fa ruvida e pallida/poi torna colorita e morbida. Il tempo, svenduto quando non siamo, ritrova il suo carnale scorrere solo quando siamo. Questa cosa che resta immobile a guardarci con misericordia a volte, per poi tornare a spingere. Prepotente e pronta a divorarci. Questa cosa che al di la di noi vuole essere. Piena di luce nel suo centro molle. Acceca di meraviglia, e tutte le azioni contrarie, tutte le guerre, tutti i tagli a lama tesa, sono inutili perchè
questa creatura nostra è immortale.
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sabato, 28 novembre 2009

Facciamo che viene così. Spinto dalle dita. Ho gli occhi appiccicati oggi, mielosi e languidi. Tutto è un po' più sporco, ma leggero. In una pozzanghera ho rivisto delle cose/mie/di quando ero/ho sentito tenerezza/ho stretto le dita a pugno/ridendo. Sarebbe più giusto sorridendo, vabbè poi alla fine che cambia? Dio caro che orecchie perfette. Le sue orecchie sono perfette. Trovo entusiasmante scoprire che... Ah, ho la punta della lingua rossa. Il rosso, quanto può il rosso! Stavo seduta in un pub, un po' ciarlavo e un po' ascoltavo... il nero sui capelli copriva l'arcobaleno dentro la mia testa, e mentre bevevo quel liquido alcolico che poco mi piaceva, ho sentito la mia faccia sputare il fuoco. Senza un motivo, mi emozionavo. Dovessi morire ora rinascerei criceto, nel giro di quella sua fottuta ruota, liberamente divertito... e non, come pensano tutti, incastrato in una non/soluzione/dignitosa. La saliva mi piace, sì. Poi mi piace la liquidità intima che si crea dentro un bacio, insieme alla saliva. Quando si bagna di più la testa si espande e dentro a quell'umido ci metti un piccolo infinito. Mi spiego? Pazienza.
Ho mal di testa e continuo a bere caffè...
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